Obesità Infantile

La Prevenzione

La Prevenzione

Il Rapporto OCSE del 2010 sottolinea quanto un approccio preventivo possa rappresentare una soluzione efficace per la lotta all’obesità: facendo prevenzione nelle diverse fasce di età ,in particolare sui bambini , si potrebbe infatti garantire un guadagno di salute importante a prezzi contenuti.

Una strategia simile in Italia costerebbe al Paese circa 17 euro a persona, una quota impercettibile della spesa sanitaria che però, nel nostro Paese, potrebbe salvare circa 150 mila vite l’anno ,di persone che muoino per le conseguenze legate all,obesita’ (diabete, malattie cardiovascolari, tumori)

Un’ analisi di questi dati, non può che rafforzare l’importanza del concetto di prevenzione.

  • E’ necessario correggere le abitudini di vita  sbagliate fin da piccoli.
  • Trasferire nei ragazzi una cultura di vita “Sana” è di fondamentale importanza.
  • Supportare i bambini obesi, correggendo abitudini sbagliate,( alimentazione, sedentarietà, ecc.) vuol dire far crescere ragazzi sani e consapevoli.

L’obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale. Il  fenomeno, denunciato a gran voce dai più autorevoli nutrizionisti (in Italia colpisce un bambino su quattro) è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo:  si introducono più calorie di quante se ne consumano, anche per stile di vita sedentario.

La definizione di sovrappeso/obesità nel bambino è più complessa rispetto all’adulto, il cui peso ideale è calcolato in base al BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea = peso in Kg diviso l’altezza in metri, al quadrato).

Si definisce obeso un bambino il cui peso supera del 20% quello ideale; in soprappeso se supera del 10-20%, oppure quando il suo BMI è maggiore del previsto.

La crescita ponderale del bambino si calcola facendo riferimento alle tabelle dei percentili, grafici che riuniscono i valori percentuali di peso e altezza dei bambini, distinti per sesso ed età.

La crescita è nella norma se si pone intorno al 50° percentile. Più si supera il valore medio più aumenta il rischio obesità.